sabato 6 maggio 2017

Shopping Bag a punto svizzero

Uno dei lavori che amo di più è cucire borse di stoffa per fare la spesa, le shopping bags. L'ultima che ho creato è in stoffa a quadretti colorati , in tessuto di cotone Graziano autentico, ricamata a punto svizzero.
E' rettangolare con due manici corti ed è cucita interamente a mano
 
 



 


lunedì 1 maggio 2017

Il Sacro Monte di Orta

Il complesso monumentale del Sacro Monte di Orta, attualmente riserva naturale protetta, fu iniziato nel 1591, sulla collina, dove si innalzava già la chiesa di San Nicolao, un antico luogo di culto della Madonna della Pietà già esistente nell’alto Medioevo.
Comprende 20 cappelle del XVII° e XVIII° secolo, che contengono
 degli affreschi di Morazzone, Nuvolone, Cantaluppi e Procaccini e delle statue in terracotta di Beretta, Bussola e Prestinari , che illustrano la vita di San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia.
Il Sacro Monte ha una notevole importanza sia religiosa sia ambientalistica: copre un’area di tredici ettari e dal 1980 è diventato Riserva Naturale Speciale.
I lavori per costruire le prime cappelle ebbero il contributo del vescovo di Novara, Carlo Bescapé, 1593-1615, che soggiornava spesso nel suo palazzo sull’isola, di altri benefattori e grazie alla “Fabbriceria”, istituzione che raccoglieva tutte le offerte degli ortesi e dei pellegrini.
Le  cappelle furono disposte su un percorso a spirale e lungo i viali che le collegano furono piantati degli alberi, che offrivano al pellegrino ombra per riposarsi e momenti di raccoglimento.
Le prime cappelle sono di stampo classicheggiante, le altre sono di gusto barocco e rococò.
Costante è l’utilizzo di tecniche e materiali  tradizionali: la copertura delle cappelle è in lastre di pietra beola, tipica della zona, estratta dalle cave di Oira, così come la pietra utilizzata per i particolari decorativi ed architettonici, architravi, colonne, pilastri, soglie, è di provenienza locale. Frequente è l’uso del serizzo di  Borgomanero e del marmo di Oira. I tetti delle diverse cappelle sono di legno, che si trova sui pendii del Monte e nelle zone circostanti, e le parti in pietra provengono dalle pietraie di Buccione.
Particolare curioso è  il disegno della mano, presente sulle facciate anteriori delle cappelle, che indica il percorso da seguire, sotto alla quale si trovano scritti in numeri romani i numeri delle rispettive cappelle. mentre all’interno delle cappelle vi sono delle grate in legno o in ferro a maglie, più o meno fitte, per proteggere le statue e le decorazioni interne delle cappelle.
In un punto panoramico che guarda sul lago si trova il Monastero del Sacro Monte .
Nel 1980 è stata costituita la Riserva Naturale Speciale del Sacro Monte d’Orta per salvaguardare il patrimonio  culturale e paesaggistico. In questo luogo, la Natura  non è solo elemento complementare ma è protagonista.
Il percorso si svolge in modo ascensionale sulla cima di un monte che sta fra il lago  e il  cielo .
Il lago nella mitologia antica aveva un significato simbolico: era l’occhio della terra da cui gli abitanti del sottosuolo scrutavano il mondo e da cui affioravano fate, ninfe e streghe
Il cielo va verso Dio e verso la luce, che crea una atmosfera magica e soprannaturale. E ‘ un percorso che ha un  doppio rapporto con l’ambiente circostante: essendo ricco di alberi e siepi e angoli per il riposo, induce alla riflessione, alla meditazione, alla devozione. La spettacolarità del paesaggio appaga la vista e lo spirito
 La verticalità degli alberi suggerisce l’innalzarsi dello spirito verso il cielo; la nascita, la crescita e la caduta delle foglie suscita l’idea dell’evoluzione e della rigenerazione. Gli alberi segnano tutto il percorso, che si sviluppa verso l’alto, verso la cima del monte, come a significare il passaggio dalla condizione terrena a quella celeste, da acquisirsi con fatica e perseveranza.
L’acqua è simbolo di purificazione e rigenerazione materiale e spirituale. Dopo l’arco d’ingresso c’è una fontana costituita da un animale fantastico in pietra con testa d’aquila - simbolo di rigenerazione - e corpo di serpente - simbolo del male - Quasi all’apice del giardino c’è un pozzo che rappresenta l’unione tra i tre elementi della natura: aria, terra, acqua.
La particolare esposizione delle cappelle invita alla scoperta. Le cappelle si fondono con lo spazio circostante grazie alla loro struttura ricca di aperture , archi e colonne. Le  scene  in esse contenute ricordano le rappresentazioni teatrali: erano così comprensibili dalla grandi masse di pellegrini.
 Le Scene Pietrificate ricreavano quell’atmosfera quotidiana che facilitava la partecipazione in prima persona dello spettatore-pellegrino attraverso il suo calarsi dentro la scena, lo scrutare, il meditare, il rivivere gli eventi della vita di san Francesco.
La Vita di S.Francesco è stata scelta per due scopi :invitare i cristiani a rimanere fedeli alla Chiesa e non al mondo protestante e
modellare la propria vita sull’esempio del Santo, delle sue opere e dei suoi buoni sentimenti
La rappresentazione del soggetto principale è affidata alla scultura mentre alla pittura  è affidato un compito narrativo e di commento

San Giulio e l'isola


San Giulio, evangelizzatore greco e costruttore di chiese, morì sull’isola in mezzo al lago d’Orta alla fine del IV° secolo dopo Cristo.
Narra la leggenda che nella seconda metà del quarto secolo Giulio, sfuggito alle persecuzioni contro i cristiani dall’isola di Egina, in Grecia, insieme con il fratello, iniziò ad evangelizzare varie terre e a costruire chiese. Giunto a Gozzano, si incamminò verso il lago, dove vide una piccola isola infestata da draghi e serpenti.
Non trovando una barca chiese l’aiuto divino, pose il proprio mantello sull’acqua e, aiutandosi col proprio bastone, remò verso l’isola. I  serpenti fuggirono e San Giulio costruì la centesima chiesa, dove fu seppellito dopo la morte.
Sul finire del quinto secolo, il vescovo di Novara Onorato vi fece erigere un castello, demolito nel 1842 per ordine del vescovo Morozzo per fare posto all’imponente palazzo del seminario – attualmente sede del convento di clausura.
La Basilica di San Giulio (XII° secolo) è di origine romana con dei rimaneggiamenti barocchi. A fianco s’innalza il campanile romano che la leggenda attribuisce a Guglielmo da Volpe, il futuro abate di Cluny, nato sull’isola e nipote di Arduino da Ivrea, primo re d’Italia. La basilica ospita le reliquie e i resti di San Giulio disposti in una preziosa urna nella cripta, un sarcofago romano in marmo, un ambone in serpentino, la pietra nera di Oira, con delle figure in rilievo dell’inizio del XII° secolo, tra cui un centauro, due leopardi che ghermiscono un cerbiatto, il bue simbolo di san Luca, l’angelo simbolo di  San Marco e l’aquila , simbolo di San Giovanni ,che reca sulle ali il leggio.
Vi sono anche delle sculture in legno del XV° secolo, degli affreschi del XV° e XVI° secolo, l’altare maggiore in marmo del 1698  e degli affreschi di Cantaluppi del XVIII° secolo.


 

Orta

E'  bellissimo  viaggiare,  conoscere persone, luoghi, tradizioni, cibi, lingue e culture diverse. Ho viaggiato molto, fin da piccola.
Ho  amato posti lontani ed indimenticabili, ma anche i  laghi e la bellissima regione dove vivo, il Piemonte, così spesso  poco nota. Adoro Orta, antica e magica, affacciata sullo splendido lago, di fronte all'isola di San Giulio.
Piccola fortezza lombarda del duca Minulfo, decapitato nel 588 dal re Agilulfo,  Orta divenne nel 962 la capitale dei domini novaresi del Conte- Vescovo. Fu la sede del consiglio della comunità e amministrò il territorio con le proprie leggi ed i propri statuti. Nel 1529, alleata alle altre città della “riviera” respinse l’invasione di Cesare Maggio, capitano di Carlo Quinto. La dominazione del Vescovo terminò nel 1767.
Le testimonianze dell’epoca medievale di Orta sono la casa di via Bersani, le architetture e i monumenti dell’ Isola e della Basilica di San Giulio.

Al XVI° secolo  risalgono il Palazzo Gemelli sulla (collina) Motta
e il bel Palazzo Comunale che si trova sulla Piazza (1582).
Ma Orta resta soprattutto segnata dall’influenza barocca- XVII° e VXIII°-: palazzi e case a galleria, cortili a arcate, balconi e  ringhiere in ferro battuto, stradine discrete che scendono dal Borgo verso il lago.
 


Si trova del barocco anche nella chiesa parrocchiale dell’Assunta, con un portale del XV° secolo e delle pitture di Procaccini, F.Stella, Morazzone, e nelle chiese di San Bernardino e di San Rocco.
Al XIX° e inizio XX° s. risalgono la Villa Perrone, di stile neoclassico, la Villa Crespi, fantasia moresca, e il Palazzo Bossi, restaurato, che è attualmente la sede della comunità civica di Orta.
In riva al Lago c’è la Piazza Motta, o Piazza del Mercato, perché dal 1228 ogni mercoledì ha luogo il mercato, con i suoi caffè da dove si parte per la collina ed il Sacro Monte, lungo la salita della Motta, o per l’Isola di San Giulio.

Il Palazzotto era detto Universitas Ripariae perché vi si radunavano per deliberare i rappresentanti di tutti i paesi del lago.
Nella  zona inferiore si apre un ampio porticato.Una  scala avvolge la facciata e conduce alle sale sovrastanti.Il campaniletto e gli affreschi sono di epoche successive: gli stemmi dei vescovi novaresi, lo stemma del biscione dei Visconti, la figura di donna affacciata (sul retro) e l’Hortus Conclusus, lo stemma del Comune di Orta,  raffigurante un muro di cinta che racchiude un  cipresso 
 Via Olina, la via centrale di Orta, è sede di negozi, ristoranti e  dell’Ufficio Informazioni. Sulla sinistra si trova Villa Bossi (già Palazzo Gippini e Palazzo Ragazzoni), sede del Municipio dal 1975. Proseguendo, si incontra l’Oratorio di San Rocco, edificato nel 1631 dopo la fine della peste, e si esce dal centro storico per una via lastricata lungo il lago in prossimità di Villa Motta e Villa Curioni o villa della “Grotta dell’Orca”, con i suoi mattoni rossi.

domenica 2 aprile 2017

ELLEBORI

L'inverno 2016 è stato poco piovoso e per nulla freddo. Gli ellebori piantati da poco in giardino, sotto al vecchio albero delle magnolie, hanno sofferto il clima e sono rimasti piccoli e un po' striminziti.

 
La neve era arrivata il 3 di marzo ma aveva fatto solo danni, spaccando i rami degli alberi che sono poi caduti sui fiori sottostanti
 
Quest'anno invece gennaio e febbraio sono stati molto freddi ed è piovuto e nevicato  e i miei bellissimi ellebori sono fioriti a lungo, magnifici in tutto il loro splendore






93

 
Il 27 marzo mia mamma  ha compiuto 93 anni . Un' età invidiabile con qualche problema di salute ma tutto l'amore di chi le vuole bene e le augura di continuare a vivere ancora a lungo qui con noi